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UPS, gruppo di continuità

HARDWARE

 
Un UPS dall'inglese Uninterruptible Power Supply, o più comunemente chiamato gruppo di continuità, è uno strumento elettrico da porre tra la presa di corrente principale e le nostre periferiche collegate, come computer, stampante, ecc.


Tale strumento di sicurezza serve a mantenere alimentate, quindi in funzione, tutte le periferiche ad esso collegate, anche e soprattutto in caso di sospensione della corrente.
Oltre a mantenere l'alimentazione durante i black out, un ups serve a filtrare e a mantenere costante la tensione, proteggendo le periferiche collegate, da sbalzi e picchi elevati di tensione.
 
Un ups di qualità, quando inserito in un contesto casalingo o lavorativo, anche in condizioni di normale presenza di corrente, mantiene il circuito stabilizzato, evitando il manifestarsi di scariche elettriche oltre tolleranza, che potrebbero danneggiare le delicate strumentazioni elettroniche.
 
Esistono in commercio vari tipi di ups, con varie capacità di potenza, e solitamente sono in grado di generare alimentazione per svariati minuti, in casi di prolungati black out.
 
Solitamente dispongono di un ingresso a cui collegare l'alimentazione elettrica, e di varie uscite a cui connettere le nostre periferiche, e di almeno due porte telefoniche filtrate.
 
Vi sono ups, come per esempio quelli della famosa marca Eaton, che presentano porte sia sul lato posteriore, che su quello superiore, apparentemente uguali.
 
Ma dovete sapere che se intendete effettuare un collegamento di sicurezza allo scopo di mantenere alimentata una periferica come per esempio il pc, dovete collegare quest'ultimo alle porte posteriori, e non a quelle superiori.
 
Infatti solo le uscite poste sul retro dell'ups dispongono di un circuito mantenitore, il quale interviene in caso di mancanza di corrente, mentre le uscite poste sul lato superiore sono solamente prese stabilizzate, ed in caso di interruzione di corrente non potranno alimentare le apparecchiature a loro collegate.


 
Specifico questo in quanto è l'errore più comune che riscontro recandomi nei vari uffici commerciali.
 
Gli ups possono essere attivi o passivi, o meglio "ONLINE" e "OFFLINE" e si distinguono per tipologia costruttiva e modalità di intervento:

Gli ups definiti offline, sono i più tradizionali, dove le periferiche collegate, sono alimentate dalla presa di corrente e le batterie intervengono solo in caso di bisogno.
Non dispongono dei filtri Emi per stabilizzare la corrente, e poichè non hanno una capacità di intervento immediata come gli ups online, (ma intervengono solamente dopo circa 5/10 millisecondi), non sono indicati per un uso professionale, come server o data center.
In pratica la corrente in ingresso non viene filtrata e stabilizzata, per cui eventuali sbalzi in ingresso, si ripercuotono anche in uscita.

Quelli di tipo online, ora evoluti in "a doppia conversione" invece convertono costantemente la corrente da alternata in continua per cui non risultano interferenze, neanche minime, in caso di black out. Sono decisamente più costosi rispetto alla tipologia offline, ma offrono una garanzia di sicurezza maggiore.
Sono indicati per collegare data center, sistemi server, e apparecchiature mediche, dove si rende necessario un isolamento elettrico a protezione di apparecchiature altamente sensibili alle fluttuazioni di corrente, anche minime.
La corrente viene convertita due volte; una volta in ingresso passa da alternata in continua, viene stabilizzata, e poi viceversa, viene convertita ancora da continua in alternata, anche se in uscita può presentare una frequenza differente rispetto a quella che avevamo precedentemente in ingresso.

Esistono poi gli ups interactive line, che pur non convertendo in maniera costante la corrente, da alternata a continua, intervengono in tempi brevissimi (circa 4/5 millisecondi) per ripristinare e filtrare la corrente nel caso percepisca un'interruzione di alimentazione.

In sostanza sono identici agli apparecchi offline, ma qui la corrente viene costantemente filtrata mediante l'impiego di un trasformatore.

                                                   

Un gruppo di continuità è composto da più batterie e da un circuito elettronico che mantiene le pile in carica ed in stand by durante il normale utilizzo, ed interviene facendo scattare una sorta di commutatore elettrico appena il flusso di corrente che lo alimenta si interrompe, prendendo così l'alimentazione dalle batterie sempre cariche.

Quando un gruppo di continuità comincia a dare segnali di malfunzionamento, magari dopo qualche anno di utilizzo continuo, e notiamo che mantiene sempre meno la carica, significa che le sue batterie interne si stanno deteriorando, e stanno man mano perdendo le loro proprietà funzionali.
In questi casi può risultare conveniente sostituire solo il gruppo batterie, e non l'intero ups, anche se la spesa si avvicinerà abbastanza al costo del gruppo completo, dato che questo è composto all'80% dalle batterie.




















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